Il corbezzolo

Il corbezzolo, nome latino “Arbutus unedo”, produce bacche rosse e fiori bianchi che ricordano quelli del mughetto.Il suo ambiente ideale è il terreno siliceo della regione mediterranea. Quelle bacche rosse e arancio di forma sferica e dalla polpa soda, tenera e dolce (quando la bacca è decisamente matura) sono ricche di numerosi piccoli semi:di esse sono molto ghiotte gli uccelli, come i tordi e i merli, per noi umani sono più ornamentali che altro, anche se è possibile trovare (difficilmente) marmellate di corbezzolo nei supermercati o negli agriturismi.

L’inverno è la stagione in cui questa pianta, appartenente alla famiglia delle ericacee, esprime la sua maggiore bellezza, esaltata in quanto si tratta di un fenomeno piuttosto singolare: fiori e frutti insieme, che derivano dai fiori dell’anno precedente. Sono in grappolo, piccoli, tondeggianti, di colore bianco, simili al mughetto. Le sue foglie sono ricche di tannino, astringenti e antisettiche. Nelle campagne i coltivatori di una volta ne facevano decotti.

Il leccio

leccioIl leccio (nome scientifico Quercus ilex) è una pianta sempreverde che può raggiungere e superare i mille anni d’età, ed è tipica del mediterraneo. E’ presente anche sulle coste atlantiche del Marocco, della penisola iberica e della Francia.

Se viene coltivata, è possibile trovarla ancora più a nord come in Inghilterra o, addirittura, in Scozia.

Da noi è diffusa soprattutto nelle isole, lungo il litorale tirrenico e in Basilicata, Abruzzi e Puglie.
In città, è una specie che si trova spesso nelle zone litoranee, dove gli inverni sono miti: il Leccio infatti inizia la sua attività tra aprile e maggio, per cui teme i forti abbassamenti di temperatura. Paradossalmente invece, un po’ ovunque si è dimostrato resistente all’azione delle sostanze inquinanti tipiche delle nostre città.

Alcuni punti in cui è possibile ammirare dei lecci in tutto il loro splendore:nei Giardini vaticani a Roma o in quelli di Boboli a Firenze.

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