Calendula (Calendula officinalis)

Detta anche fiorrancio, la calendula è una pianta perenne che raggiunge i 20-30 centimetri di altezza e dalla primavera fino all’estate produce numerosissimi fiori di colore giallo o arancione che ricordano le margherite. I suoi bei fiori, dal delicato profumo di limone, sono spesso utilizzati per farne aiuole nei giardini e poichè queste piante tendono ad autoseminarsi con molta facilità, una volta messe a dimora è facile avere un’aiuola di calendule ogni anno. La calendula non ha necessità di cure particolari, preferisce l’esposizione in pieno sole o mezz’ombra e un terreno ricco e ben drenato, ma vegeta bene in qualsiasi tipo di terreno. Non teme brevi periodi di siccità, ma per una fioritura abbondante è però consigliabile annaffiare la pianta regolarmente, soprattutto nei mesi più caldi, aggiungendo ogni 2 settimane del concime per piante da fiore all’acqua delle annaffiature.
La calendula è una pianta molto apprezzata fin dall’antichità per le sue proprietà curative e a questo scopo se ne utilizzano le foglie ed i fiori, possibilmente freschi. Le virtù terapeutiche sono molteplici, da sedative a depurative, emmenagoghe, antisettiche e cicatrizzanti che la rendono adatta alla cura di numerose affezioni della pelle. Una goccia di tintura madre pura sulla puntura di insetti dà sicuro sollievo; qualche goccia di olio essenziale nella vasca da bagno rende la pelle più morbida ed elastica. Per uso interno è preferibile l’infuso, le pomate a base di calendula risultano efficaci nella cura degli eczemi e delle piaghe da bruciature. I suoi fiori si usano anche in cucina per dare un bel colore giallo a minestre, salse o dessert, ed in passato spesso sostituivano lo zafferano, essendo quest’ultima una spezia molto cara. Ancora oggi, a volte, i fiori di calendula sono utilizzati per colorare il formaggio o il burro. Inoltre i petali dei fiori aggiunti alle insalate aggiungono colore e originalità alle pietanze.