Ibisco

fiore ibiscoLa pianta originaria dell’Asia, giunge prima in Europa nel XVIII secolo per diffondersi poi durante il colonialismo nei paesi tropicali e diventarne il simbolo legato all’immagine di sole, vacanze e turismo.

L’ ibisco ama una temperatura mite e luoghi soleggiati e da noi, possono essere coltivati all’aperto solo dove gli inverni non sono rigidi e le temperature minime non scendono sotto i 5°C. Diversamente le piante possono essere coltivate in vaso e collocate all’esterno durante la buona stagione per poi essere sistemate all’interno quando sopraggiungono i primi freddi.

I fiori di questa pianta sono spettacolari per la varietà e l’intensità del colore e l’abbondante fioritura che è particolarmente ricca nei mesi estivi di luglio e agosto, poi per l’ibisco inizia un periodo di riposo con conseguente caduta delle foglie. Con l’inzio della primavera, una oculata e mirata potatura garantirà una rigogliosa ripresa vegetativa della pianta :l’intervento di leggera potatura deve avvenire prima che nascano le nuove ramificazioni per non compromettere le successive fioriture. Sempre in questo periodo va effettuato il rinvaso rispettando la buona norma di utilizzare vasi aventi un diametro di poco superiore a quello che già contiene la pianta.

Per mantenere l’ibisco in buona salute il terreno deve essere ben lavorato, fresco, mediamente argilloso e va mantenuto sempre umido, soprattutto durante le fioritura, evitando però i ristagni. Si moltiplica facilmente per talea nei mesi caldi collocando un rametto di circa 10-15 cm. in un misto di torba e sabbia mantenuto ben umido. I nemici più pericolosi sono le cocciniglie che causano perdita delle foglie e ostacolano lo sviluppo della pianta, ma che possono essere combattute con l’impiego di antiparassitari specifici o anche meccanicamente spazzolando i rami.

Anche gli afidi possono attaccare le piante di ibisco ed in questo caso si può intervenire con un buon rimedio naturale spruzzando una soluzione di acqua e sapone sulle foglie e sui rami.

Papiro

pianta di papiro Sempre più spesso nei vivai, ma anche nelle grandi catene di supermercati che hanno un angolo dedicato alle piante e al giardinaggio, capita di trovare il papiro, pianta esotica e dal portamento curioso non sempre facile da coltivare nei nostri appartamenti.

Innanzitutto occorre distingurere le diverse specie di papiro per scegliere quella che più si adatta alle condizioni climatiche dell’appartamento.

Il papiro egizio, Cyperus papyrus, per esempio, raggiunge altezze elevate e mal si adatta alla coltivazione in casa perchè richiede un’umidità e una temperatura molto elevate. Il Cyperus alternifolius, necessita di una temperatura che non scenda mai sotto i 15°,e come tutti i papiri ha bisogno di molta luminosità e molta umidità.

La soluzione ideale è immergere due terzi del vaso in un contenitore pieno d’acqua. In questo modo la pianta non si secca e le sommità delle foglie non diventano scure.

Il Cyperus gracilis è la specie di papiro più semplice da coltivare sia per le dimensioni ridotte della pianta (raggiunge solo i 40-50 cm. di altezza) e sia perchè per mantenerla in buona salute è sufficiente collocare il vaso su un vassoio con ghiaia bagnata in modo da garantire alla pianta la necessaria umidità.

E’ consigliabile un terreno umifero e limoso, ed è utile ricordare che il papiro, essendo una pianta di palude, si adatta molto bene anche alla coltivazione in idrocoltura.

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